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Sicurezza e Difesa

 

Il CSF ha sviluppato da tempo una visione del tema “sicurezza” per l’Ue che tiene conto delle sue molteplici dimensioni, oltre la difesa militare: dalla sicurezza energetica, alla “sovranità tecnologica”, alla prevenzione dei rischi ambientali.

L’Ue ha saputo compiere importanti passi avanti nel campo della difesa, con la Commissione Juncker e l’Alto Rappresentante Mogherini: dal varo del Fondo europeo per la difesa all’avvio della “Cooperazione Strutturata Permanente” (PESCO), oggi con la partecipazione di 25 Stati membri, impegnati in 34 progetti. Questo anche in risposta alle nuove tensioni internazionali (incluso sul ruolo della NATO) sotto la Presidenza Trump e alle guerre in aree a noi vicine. Altrettanto importante è che la nuova Commissione von der Leyen abbia deciso di creare una nuova Direzione Generale “Industria della Difesa e Spazio”.

Nel corso del 2020 il Centro approfondirà i temi legati sia allo sviluppo di capacità militari congiunte nell’Ue (a partire dai progetti della PESCO) sia al contesto istituzionale ed economico in cui questo impegno si deve inserire. Fra i temi di maggior rilievo: la mobilità militare in Europa, con anche importanti ricadute infrastrutturali; la creazione di un comando unificato, anzitutto per le missioni militari (incluse quelle esecutive) e civili dell’Ue, con una disponibilità permanente di truppe europee; l’urgenza di un approccio comune sulla cybersecurity (la nuova Commissione intende costituire una “joint Cyber Unit”) e contro le minacce “ibride”; la realizzazione di programmi comuni per una industria della difesa europea (in linea col tema “impresa federale europea”), anche alla luce dell’accelerazione nella collaborazione in campo militare tra Francia e Germania.

Tema chiave “istituzionale” sarà quello del rapporto tra nucleo di difesa europeo e NATO, il cui ruolo rimane rilevante in un contesto di grande incertezza, perché in grado di offrire un quadro operativo strutturato. Si porrà comunque il problema di una graduale organizzazione di una difesa europea autonoma, dotata di un fondo unico,non in contraddizione con la possibilità, a medio-lungo termine, di allargare la NATO e ridisegnarne la missione, ancorandola all’ONU.

Il Centro proseguirà nel sostegno alla ulteriore valorizzazione delle competenze che la città di Torino ha nella formazione ad alto livello in campo militare – fondamentale per la creazione di forze militari integrate a livello europeo –, grazie in particolare alla Scuola Universitaria Interdipartimentale in Scienze Strategiche (SUISS), che assicura i rapporti fra Università e Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito Italiano.